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Nell’agosto del 1779 l’abate Benedetto Bonelli, nato presso il Castello di Stenico in Trentino e allora di ventidue anni, si mise in viaggio per Montefiascone dove avrebbe ricoperto la carica di Prefetto degli Studi e Professore di Teologia presso il Seminario Barbarigo, per volere del Cardinal Giuseppe Garampi.
Era nipote di un altro don Benedetto Bonelli di Cavalese, noto storico trentino e critico di s. Bonaventura. A Montefiascone egli si distinse per «l’esemplare sua condotta (ch’è in vero inappuntabile), sì per la sua prudenza, e sì anche per la sua dottrina, ch’è singolare in un giovane della sua età.»
Quando Giuseppe Garampi fu elevato al rango di Cardinale (1785), l’abate Bonelli scrisse un carme latino in suo onore – Josepho Cardinali Garampio feliciter succedenti in sedem sibi divinitus datam – che fu anche pubblicato quell’anno presso la Tipografia del Seminario dallo stampatore Onofrio Fanelli.
Tuttavia, già alla fine del 1786 Benedetto Bonelli morì a Montefiascone per una malattia, con grande desolazione di tutti «gli ordini della città». Durante le esequie presso la chiesa di San Bartolomeo, il professore di Sacra Scrittura del Seminario, l’abate D. Giannangelo Meconi, lesse la sua orazione funebre: Laudatio funebris Benedicti Bonelli nobilis Tyrolensis, anch’essa pubblicata dalla Tipografia del Seminario.
Nella chiesa di S. Bartolomeo fu posta una lapide per volere del Cardinal Garampi in ricordo di Benedetto Bonelli.

Una narrazione dettagliata di queste vicende si può leggere in Nicolò Toneatti, Memoria sopra l’Abbate D. Benedetto Bonelli, in Id., Cenni intorno alla vita ed agli scritti del padre Benedetto Bonelli da Cavalese de’ Minori Riformati di s. Francesco coll’aggiunta d’una Memoria sopra l’abbate d. Benedetto Bonelli di lui nipote, Trento, Monauni, 1861, pp. 73-88, in particolare pp. 7682.