Bibliografia della Leggenda dell’Est! Est!! Est!!!

CantinaLe notizie bibliografiche sulla Leggenda dell’Est! Est!! Est!!! sono tutte recuperabili da pubblicazioni precedenti. Tuttavia la rete consente di visualizzare direttamente le fonti e di aggiornare continuamente l’elenco delle citazioni.
Dunque si tratta di un work in progress che attende la partecipazione di quanti vorranno suggerire ulteriori indicazioni. Ringrazio infatti per le segnalazioni Antonio Addamiano, Giancarlo Breccola e Quinto Ficari.
Si troveranno qui citate soltanto le opere che fanno menzione espressamente della Leggenda e non eventuali descrizioni o resoconti generici riguardanti Montefiascone.

In ordine cronologico crescente

  • Lorenz Schrader, Monumentorum Italiae, Quae hoc nostro saeculo et a Christianis posita sunt […], Helmaestad, Typis Jacobi Lucij Transylvani, 1592, f. 100.
    Da Riessner, Viaggiatori.
  • Paul Hentzner, Itinerarium Germaniae, Galliae; Angliae; Italiae; scriptum à Paulo Hentznero JC. … Cum indice locorum, rerum atque verborum memorabilium, Breslae apud haeredes Iohannis Eyringii & Iohannem Perfectum, 1617, p. 353.
    P. Hentzner si ferma a Montefiascone per cenare il 3 novembre 1599. Da Riessner, Viaggiatori.
  • Georg Kranitz von Wertheim, Delitiae Italiae dat is: Eyghentlijcke beschrijvinghe wat door gantsch Italien, in elcke stadt ende plaets te zien is, … Beschreuen door G.K.V.W. …, Franckfurt am Main, 1599, pp. 7374.
    Da Riessner, Viaggiatori, che però cita un’edizione del 1600.
  • Gaspar Ens, Deliciae Italiae et index viatorius ab vrbe Roma ad omnes in Italia, aliquas etiam extra Italiam ciuitates & oppida, Coloniae apud Wilhelmum Lutzenkirchen, 1609, p. 6.
    Riporta quasi letteralmente quanto detto da Lorenz Schrader, 1592. Da Riessner, Viaggiatori.
  • Viaggio di Johann Gottfried von Aschhausen, vescovo di Bamberg, tra il 1612-13 con sosta a Montefiascone, citato da Christian Häulte (hrsg.), Des Bamberger Fürstbischofs Johann Gottfried von Aschhausen Gesandtschafts-Reise nach Italien und Rom, 1612 und 1613, Tübingen, 1881 (Bibliothek des Litterarischen Vereins in Stuttgart, 155), p. 145.
    Da Riessner, Viaggiatori. Oggi è possibile consultare in rete soltanto un frammento di questo testo: lo riportiamo qui sotto.
  • Johann Heinrich von Pflaumern, Mercurius Italicus, Hospiti Fidus per Italiae Praecipuas Regiones et Urbes Dux …, Augustae Vindelicorum Typis Andreae Apegeri, 1625, p. 156.
    Da Riessner, Viaggiatori, che però cita dall’edizione del 1629.
  • Joseph Furtenbach, Newes Itinerarium Italiae: In welchem der Reisende nicht allein gründtlichen Bericht…, Getruckt zu Ulm Durch Jonam Saurn, 1627.
    Da Riessner, Viaggiatori. Non si trova in rete alcuna riproduzione.
  • Martin Zeiller, Itinerarium Italiae Nov-Antiquae: oder, Raiss-Beschreibung durch Italien…, Getrucht zu Franckfurt am Mayn in Berlegung Matthaei Merians, 1640, pp. 132133.
  • Viaggio di John Evelyn con soggiorno a Montefiascone il 4 novembre 1640, pubblicato in varie edizioni fino ai nostri giorni. In rete è possibile consultare John Evelyn, Memoirs of John Evelyn Comprising His Diary from 1641 to 1705-6…, ed. by William Bray, London, Frederick Warne, 1870, pp. 85-86, che presenta però un testo leggermente differente da quello citato in Riessner, Viaggiatori, il quale infatti cita un’edizione del 1955.
  • Camillo Scaligeri dalla Fratta [pseudonimo di Adriano Banchieri], Novella di Cacasenno figlio del semplice Bertoldino, 1641.
    In questa novella la storia viene raccontata da Marcolfa, ma trasportata alla città di Poggibonsi.
  • John Raimond, An Itinerary Contayning a Voyage, made through Italy, in the yeare 1646, and 1647 …, London, 1648, p. 62.
    Da Riessner, Viaggiatori.
  • Richard Lassels, The Voyage of Italy or a Compleat Journey through Italy. In Two Parts …, Paris-London 1670. Vol. I, pp. 243244245.
    Da Riessner, Viaggiatori.
  • Johann Jacob Geysius, Fabulam Monte Fiasconiam, h.e. Disquisitionem Historicam…, Altdorff, Literis Henrici Meyeri, 1680.
    Una vera disquisizione storica volta a dimostrare che la leggenda è solo una leggenda.
    Riessner, Viaggiatori, p. 12,  cita quest’opera per essere stata utilizzata da Pieri Buti il quale però l’attribuiva – secondo me erroneamente – a Daniel Wilhelm Möller.
    Avendo tempo e competenze, bisognerebbe realizzare una traduzione in italiano di quest’opera!
    Da questo libro è tratta anche la decorazione dell’etichetta di un attuale buon vino Est! Est!! Est!!!.
  • Jean Huguetan, Voyage d’Italie curieux et nouveau enrichi de deux listes, l’une de tous les curieux et de toutes les principales curiositez de Rome, et l’autre de la pluspart des sçavans, curieux et ouvriers excellens de toute l’Italie à présent vivans, enrichi par J. Spon, Lyon, T. Amaulry, 1681, p. 45.
  • François Maximilien Misson, Nouveau Voyage dlItalie, Fait en l’année 1688 …, I partie, La Haye, Chez Henri van Bulderen … 1691, pp. 125 e sgg.
    Da Riessner, Viaggiatori. In rete è visibile una edizione del 1698 in cui la leggenda è alle pp. 302303.
  • Hendrik van Huyssen, Curieuse und vollständige Reiss Beschreibung von gantz Italien…, Freyburg Bey Joh. Georg Wahrmund, 1701, p. 110.
    Da Riessner, Viaggiatori.
  • Gottlob Rothe, Der Falsch Befundene Tod Jenes Teutschen Bischoffs, Welcher Sich Zu Montefiascon in Italien Soll Zu Tod Gesoffen Haben [et]c. Stendal, Am Ende, 1715.
    Anche di questo libro varrebbe la pena di curare una traduzione.
  • Johann Balthasar Klaute, Diarium Italicum oder Beschreibung derjenigen Reyse, Welche Der Durchläuchtigste Fürst und Herr, Herr Carl, Landgraff zu Hessen … Am 5. Tag Dec. st. v. Anno 1699…, Cassel, Harmes, 1722, pp. 228 e sgg.
    Da Riessner, Viaggiatori.
  • Johannes Heinrich Zedler, Grosses vollständiges Universal-Lexikon, vol. IX, Halle-Leipzig, 1735, col. 794 e sgg.
    Da Reissner, Viaggiatori. Questo volume dell’opera di Zedler non è ancora disponibile in rete.
  • Johann Caspar Goethe, Viaggio in Italia (1740), edizione italiana a cura Arturo Farinelli, Roma 1932-X. Vol. I (testo), pag. 288.
    Da Reissner, Sulle orme di Goethe, p. 12: «Si fermò a Montefiascone (il 5 o 6 maggio), per visitare la chiesa di S. Flaviano “celebre per quel sepolcro che rinchiude le ceneri d’un forastiere, il quale, per aver inghiottito troppo vino di moscatello, cadde ammalato e morì […]”.»
  • Francesco Scotto, Itinerario d’Italia, Roma, Amidei, 1747, pp. 216-217.
  • Johann Georg Keysslers, Neueste Reisen durch Deutschlland, Böhmen, Ungarn, die Schweiz, Italien…, Hannover, Im Verlage sel. Nicolai Försters und Sohns Erben Hof-Buchhandlung, 1751, pp. 416417418.
    Da Riessner, Viaggiatori.
  • Thomas Salmon, Modern history : or, the present state of all nations. Describing their respective situations, persons, habits … animals and minerals. In rete si può consultare un’edizione di Londra del 1745, p. 369.
    Una versione italiana più estesa è: Th. Salmon, Lo stato presente di tutti i paesi e popoli del mondo naturale, politico, e morale, con nuove osservazioni, e correzioni degli antichi, e moderni viaggiatori. Vol. 22: Continuazione dell’Italia o sia descrizione degli altri stati del dominio ecclesiastico, cioè della campagna di Roma, del patrimonio di s. Pietro, e del Ducato di Castro con un compendio delle vite de’ ss. pontefici, Venezia, Giambattista Albrizzi, 1759, pp. 371-372.
  • Salmon1Salmon
  • Anton Maria Salvini – Giuseppe Bianchini, Annotazioni, in Opere di Francesco Redi Gentiluomo aretino e Accademico della Crusca, Milano, Società tipografica de’ classici italiani, 1809, p. 119.
  • Giuseppe Sallusti, Storia delle missioni apostoliche dello stato del Chile, colla descrizione del viaggio dal vecchio al nuovo mondo fatto dall’autore, Roma, Mauri, 1827, tomo primo, p. 7.
  • Defendente Sacchi, Est. Est. Est. O il barone Giovanni, in L’ iride o il dono di moda pel capo d’anno o pei giorni onomastici, Milano, Sonzogno, 1833, poi ripubblicato come  Est. Est. Est. O il barone Giovanni. Lezione archeologica, Milano, Manini, 1836, pp. 261-291.
  • Biblioteca italiana, o sia Giornale di letteratura, scienze ed arti compilato da varj letterati, tomo LXXII, a. 18, Milano, ottobre-dicembre 1833, pp. 96-97. Si tratta della recensione della novella di Defendente Sacchi. Interessante è la nota che dice: «l’origine di quel detto volgare est est est che suol ripetersi ancora in molti paesi d’Italia quando si vuole affermare che qualche cosa ha in sé tutta la perfezione di cui essa è capace.»
    Oggi non usiamo più tale espressione e non siamo più consapevoli di questo luogo comune.
  • Giovanni Battista Rampoldi, Corografia dell’Italia, Milano, Fontana, 1834, vol. III, p. 1263. Interessante che si parli della storia di Defuk sotto la voce Tumulo di Fucri.
  • Vincenzo Macchi, Commentario storico-critico sulle origini e le vicende della città e chiesa cattedrale di Montefiascone…, Montefiascone, Tipografia del Seminario, 1841, pp. 147148149.
  • Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni…, vol. 46, Venezia, Tipografìa Emiliana, 1847, pp. 206-207.
    Da Riessner, Viaggiatori.
  • Nuovissima guida del viaggiatore in Italia, Milano, Artaria, 1852, pp. 300-301.
  • Albert de La Fizelière, Vins à la mode et cabarets au XVIIe siècle, Paris, R. Pincebourde, 1866, pp. 3132.
  • Baccio Emanuele Maineri, Est! Est! Est! o il Vescovo beone, Roma E. Loescher & C., 1888. Seconda ed., 1891.
  • Antonio Fogazzaro, Piccolo mondo antico, 1895.
  • G. B. Coluccini, Il principe dei beoni ossia una sbornia fatale – racconto storico del capocomico G. B. Coluccini (S.l. – s.n., sec. XIX) (Rieti – Faraoni).
    Il Principe dei beoni

N.T.

5 risposte a “Bibliografia della Leggenda dell’Est! Est!! Est!!!”

  1. Franz Karl Prassl ha detto:

    Esiste una legenda parallela anche in Slovenia (la parte della Styria australe)
    Un nobile francese (o un generale) ha inviato un legato di degustare vini buoni presso la „Štaierska“, la parte slovena della Stiria storica (Maribor, Celja, Ptuj ecc.), fin al 1920 parte dell‘ Austria, da oggi: Slovenia.
    Quando il legato ha trovato un vino buono, ha scritto: „c’e buono“ in francese (Ce bon?). Quando ha trovato un vino buonissimo, ha scritto tre volte „c’e buono“ e questo vino è chiamoto oggi Šipon (pronuncia scipon) – una uova autochtona dalla „Štaierska“.

  2. È molto probabile che questa variante sia soltanto un adattamento sloveno della celebre storia. In sostanza una appropriazione-esportazione folclorica.
    Plagi del genere, nella letteratura e nell’aneddotica, non sono rari.

  3. Ho letto anche io con curiosità l’articolo uscito sull’ultimo numero de “La Loggetta” a firma di Giancarlo Breccola, dedicato “alla scoperta dell’anonimo personaggio sepolto in San Flaviano”, l’uomo che a Montefiascone è conosciuto come “Defuk”, secondo la leggenda, il vescovo tedesco che nel 1113 sacrificò la propria vita alla bontà del moscatello locale, il famoso Est Est Est. Chiunque, seppur distrattamente, si sia appassionato recentemente all’argomento, saprà sicuramente che tra il sottoscritto e Breccola, da tempo, è in corso, in varie forme, un amichevole quanto noiosissimo confronto proprio a proposito di Defuk, confronto che, comunque la si pensi, credo abbia avuto il merito di riportare il personaggio, forse ultimamente un pochino trascurato, di nuovo al centro dell’attenzione.
    Non è un mistero che le nostre posizioni sull’argomento siano state spesso agli antipodi…devo dire però che almeno su una cosa pensavo fossimo d’accordo senza orma di dubbio…e cioè sul ruolo ricoperto da “Defuk”. Chiunque esso sia stato, credevo fossimo d’accordo sul fatto che non si trattasse sicuramente di un vescovo… Invece niente…nemmeno su questo…
    Fortunatamente, in questo caso sono in buona compagnia, ed ho illustri predecessori…potrei citarne diversi, mi limito a riportare quanto scrive, a proposito della lapide di San Flaviano, Giuseppe Cappelletti, prete veneziano, nel suo “Chiese d’Italia”: “E’ rappresentata nel bassorilievo, che sovrasta all’epigrafe, l’effigie del defunto con un paludamento a guisa di gramaglia, chiuso con fibula e grossi bottoni, e avente in testa una berretta,in cui alcuni hanno creduto vedere una mitra, il perchè si sparse l’opinione fallace, ch’egli fosse vescovo o abate. Ma oltrechè mancano il bastone vescovile e l’anello, e le altre insegne di quella dignità, la berretta stessa non ha punto la forma di mitra. Non è acuminata, non ha le code; anzi osservandola con artistica diligenza, si vedono le punte di una corona. Ciò darebbe giusto motivo di congetturare, che il defunto bevitore fosse un regolo, anziché un vescovo o un abate… (G.Cappelletti, “ Chiese d’Italia” Antonelli editore 1846).
    Su questo argomento anche lo storico locale Marcello Mari è d’accordo con me: “La figura scolpita ci permette di escludere che il personaggio sepolto sia stato un importante ecclesiastico, vescovo o cardinale, ma di certo era una persona di rango…ecc. ecc. (“Anno Domini 1111 Deuc (Defuk)” S.Pellico 2010).
    Non ci crederete mai, ma lo stesso Giancarlo Breccola era, almeno fino a poco tempo fa, (ebbene sì…), d’accordo con me: nel 2009, a proposito dell’identità di Defuk, così si pronuncia: “L’abbigliamento dello stesso personaggio, pur permettendoci di escludere alcuni importanti incarichi ecclesiastici quali quello di Vescovo o Cardinali, non ne riferisce il ruolo, che pure, per l’onore avuto, doveva essere quello di un personaggio influente… ecc. ecc.” (“Montefiascone e il suo vino” S. Pellico 2009.)
    Leggiamo invece oggi: “A proposito della carica istituzionale di questo “illustre sconosciuto”, si rivelano determinanti le tracce dell’abbigliamento ancora visibili sulla pietra tombale, che nel tardo medioevo caratterizzava le vesti vescovili …L’attribuzione della carica di vescovo al personaggio risulta anche coerente con quanto ci tramanda la leggenda”, nella quale, conclude “ in molte sue versioni è attribuita tale carica ecclesiastica”.
    Siamo forse in presenza di documenti nuovi, o di materiale inedito tale da rendere inevitabile questo “ribaltone” (clamoroso ma legittimo ci mancherebbe) di opinione sulla presunta identità del ruolo del nostro Defuk? Ebbene, la risposta è no… nessuna delle argomentazioni riportate nell’articolo uscito su “La Loggetta”, (argomentazioni che potrei contestare utilizzando lo stesso materiale pubblicato), aggiunge elementi di cui non si fosse già a conoscenza… Ritengo quindi la mia perplessità nel merito più che legittima, in quanto il contributo di Breccola ,e lo dico senza intenzioni polemiche, prendo solo atto…) è in palese contraddizione con quanto da lui stesso affermato in tanti anni di pubblicazioni. (…correggetemi se sbaglio)…

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